Oggi stampiamo a casa tutti i testi che vogliamo a un costo accettabile, domani potremmo fare lo stesso con gli oggetti in 3D.
La produzione si sposta dalla fabbrica a domicilio: non più migliaia di pezzi, costi di distribuzione e intermediari. Pezzo singolo per esigenze specifiche, uniche.
Sarà questo il futuro del prosumerismo?
Nel seguente video è mostrato come creare già oggi da sé una manopola della cucina che si è rotta.
Nel video seguente si arriva a costruire un esoscheletro.
Nasce un nuovo modo di “essere cittadini”, più consapevoli e partecipativi, in grado di influenzare i trend e le scelte dei “grandi” (politici, istituzioni, imprese e media tradizionali). I nuovi media a disposizione permettono loro di far sentire le proprie istanze, di unirsi tra categorie e comunità, determinare i cambiamenti nella società attraverso scelte di consumo responsabili e comportamenti etici.
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giovedì 6 marzo 2014
lunedì 24 febbraio 2014
Ma chi ha tempo di leggere l'etichetta?
Tutte le grandi catene distributive, da Esseleunga a Coop, commerciano prodotti con il loro nome, spesso a un prezzo molto più conveniente di quelli proposti da marchi famosi. La sorpresa si ha leggendo l'etichetta e scoprendo che, in molti casi, il produttore effettivo è lo stesso.
Ad esempio:
- il CAFFE’ ESSELUNGA è prodotto dalla PELLINI- Lo YOUGURT CONAD è prodotto dalla VIPITENO
- I PANNOLINI COOP sono prodotti da HUGGIES
Il risparmio può essere notevole, considerando che spesso il prodotto è praticamente lo stesso. Ma chi ha tempo di leggere le etichette per scoprire da chi e dove il prodotto è effettivamente realizzato? Qualcuno c'è, visto il successo del sito www.ioleggoletichetta.it, nato da un'idea di Raffaele Brogna che ha creato una lista di prodotti "equivalenti" grazie anche alle segnalazioni provenienti dai lettori.
Così si viene a sapere che il Succo Skipper e quello Esselunga sono entrambi prodotti da Zuegg, hanno tabelle nutrizionali praticamente identiche e una differenza di costo di 0,41 euro per confezione. Il gusto da testare.
Etichette:
attori,
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prosumer
giovedì 13 febbraio 2014
La rivoluzione del cibo:
i Food e-Vangelist
L’uomo è ciò che mangia, diceva Feuerbach, ma - secondo un'indagine dell’agenzia di comunicazione Ketchum - anche ciò che consiglia agli altri di mangiare.
Dalla ricerca condotta a livello mondiale su un campione di 1.800 persone, è emersa una nuova categoria di consumatori, gli evangelizzatori del cibo.
Si tratta di persone che oltre ad essere molto attente a ciò che mangiano, sono particolarmente attive nel comunicare i risultati del loro sapere: dedicano, infatti, parte del proprio tempo per coinvolgere gli altri in conversazioni sul cibo (sia online che di persona), condividendo e raccomandando prodotti e alimenti. Sono soprattutto molto critici, raccolgono informazioni, le soppesano, dubitano di quanto gli viene detto, sperimentano e si formano un’autonoma convinzione di cosa sia il meglio per loro e per gli altri. Ci tengono, insomma, a trasmettere quanto appreso e non si fermano al livello di scelta personale. Molti di loro aprono blog.
giovedì 30 gennaio 2014
Burberry si piega alla rete
Basta sostanze chimiche pericolose nei vestiti. La campagna lanciata da Greenpeace contro Burberry per l’eliminazione dai suoi prodotti di sostanze come i flatati, PFCs e l’antimonio ha sortito i suoi effetti in sole due settimane. Il marchio britannico del lusso si è impegnato a non utilizzarle più nei propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi entro il 2020, pressato dalle richieste provenienti dai social media: oltre 10.000 tweet sono arrivati a @Burberry per chiedere di “fare la cosa giusta”, mentre su Facebook, la bacheca del brand è stata sommersa dalle richieste di impegno per un futuro senza sostanze chimiche pericolose. Contemporaneamente gli attivisti di Greenpeace si muovevano in sei nazioni, dalla Cina all’Olanda presidiando con presidi informativi i punti vendita di Burberry. L’operazione di Greenpeace si inserisce all’interno della campagna di sensibilizzazione “Piccoli mostri nell’armadio” basata su uno studio che rivela come nei vestiti per bambini di molti marchi famosi si annidino sostanza pericolose. Hanno già aderito all’iniziativa, promettendo di rendere detox i propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi Nike, Adidas, Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa e da oggi anche Burberry.domenica 19 gennaio 2014
Come ti cambio la legge elettorale
Intervista esclusiva ad Aldo Bozzi e Claudio Tani, firmatari del ricorso che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge Calderoli, il famigerato "Porcellum" con cui si è votato fino ad oggi.
Si deve a loro, e ad altri 25 comuni cittadini che hanno sposato la causa, se il dibattito sulla legge elettorale è tornato al centro dell'agenda politica. In particolare ad Aldo Bozzi, avvocato di Milano, che per primo ha deciso di intraprendere la strada giudiziaria per vedersi riconosciuto il diritto di votare secondo Costituzione, che garantisce il voto "personale ed eguale, libero e segreto" (art. 48, comma 2) e a "suffragio universale e diretto" (art. 56, comma 1 e 58, comma 1).
Sul sito della Corte Costituzionale è disponibile il video integrale dell'udienza di discussione del caso svoltasi il 3 dicembre scorso: http://www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_1126.do
Sono ora disponibili anche le motivazioni che hanno portato alla dichiarazione di incostituzionalità:
SENTENZA N. 1
ANNO 2014
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
venerdì 17 gennaio 2014
La cura peggiore del male
Un utente, tale GhostlyRich, ha pubblicato su Youtube il video fatto in casa in cui mostra il proprio Samsung Galaxy S4 con evidenti segni di bruciatura, dovuti, a suo dire a un difetto del prodotto.
Il video ha raggiunto in breve tempo un’ampia diffusione (ad oggi circa 900.000 visualizzazioni). Samsung, allertata dal fenomeno, è intervenuta nel tentativo di salvare la propria immagine.
Il video ha raggiunto in breve tempo un’ampia diffusione (ad oggi circa 900.000 visualizzazioni). Samsung, allertata dal fenomeno, è intervenuta nel tentativo di salvare la propria immagine.
In un secondo video l’utente presenta la lettera dell’azienda che gli propone un modello similare in cambio dell’immediata rimozione del video da Youtube. I toni della lettera sono particolarmente decisi e ciò non piace al destinatario.
Il video in questione ha già raggiunto oltre il milione di visualizzazioni (esattamente 1.163.621 nel momento in cui scriviamo), in continua ascesa.
Se i commenti al primo video potevano concedere spazio alla fatalità e a un margine di difettosità legata ai grandi numeri, quelli al secondo video tendono severamente a non apprezzare l’approccio commerciale dell’azienda.
giovedì 14 febbraio 2013
La Terza Ondata
Nel 1980 La Terza Ondata di Alvin Toffler predisse il tramonto dell’era industriale e la nascita di una nuova civiltà. Sono riuscito a procurarmi una copia del libro pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1987, oggi non più in catalogo, per capire cosa intendesse l’autore con il termine prosumer: vi ho trovato molto di più, una “visione” del futuro che corrisponde in gran parte al nostro presente. A quanto pare siamo ormai in piena terza ondata, dopo le due precedenti, rappresentate dalla fase agricola e dalla fase industriale che hanno caratterizzato la storia dell’umanità.
La terza ondata – secondo quanto ipotizzava Toffler 35 anni fa - si caratterizza per essere estremamente tecnologica e antindustriale, basata su:
- fonti di energia diversificate e rinnovabili;
- nuovi metodi produttivi;
- nuove forme sociali e familiari;
- superamento della fase di mercato che prevede la separazione tra consumatore e produttore innestata dalla fase industriale, ma non così accentuata nella fase agricola, dove ciascuno produceva in gran parte per sé e in minima parte per gli scambi.
L’industrialismo ha poggiato e poggia ancora su sei principi reciprocamente correlati, originati dalla separazione di chi realizza e di chi consuma le cose che oggi risultano quanto meno obsoleti:
- standardizzazione
- specializzazione
- sincronizzazione
- concentrazione
- massimizzazione
- centralizzazione
La terza ondata porta a un ribaltamento di questi concetti: aumenta la domanda di partecipazione al management, consente maggiore controllo da parte dei lavoratori, consumatori e cittadini, determina un forte decentramento del potere. Cambia anche la produzione, da standard a sempre più personalizzata: i prodotti sono realizzati in piccola serie, parzialmente o completamente in conformità alle specifiche richieste dei clienti. I manager dipendono sempre più dalle informazioni che provengono dal basso.
Il cambiamento epocale non riguarda solo il mercato, ma tutte gli ambiti all’interno dei quali si muove l’individuo (familiare, sociale, statale ecc) e in particolare lo spazio relativo alla conoscenza che Toffler chiama “Infosfera”. Ecco le differenze fondamentali tra i tre momenti:
1° ondata: nessuna informazione disponibile oltre a ciò che era percepibile nelle immediate vicinanze;
2° ondata: moltiplicazione dei canali dai quale trarre la rappresentazione della realtà; di fatto monopolio delle immagini prodotte in modo centralizzato;
3° ondata: i media sono demassificati e la diffusione della tecnologia da vita a comunità elettroniche. Crollano i grandi giornali, i canali televisivi generalisti, aumenta il numero e la diversificazione delle fonti, cresce l’interiezione, nascono nuovi media, cambia l’immagine che abbiamo del mondo.
Al posto di una massa che riceve gli stessi messaggi, vi sono gruppi demassificati in espansione che ricevono e si inviano reciprocamente una considerevole mole di immagini prodotte da loro stessi. Le opinioni su qualsiasi argomento stanno diventando meno uniformi. Dinanzi all’enormità di immagini che giungono, ciascuno costruisce le proprie categorie concettuali e a organizzare nei modi più congeniali il materiale. Ciò costringe a inventare e reinventare un nuovo modello mentale di realtà. L’intelligenza è maggiormente distribuita, e cresce la memoria sociale, ossia la capacità di immagazzinare, archiviare, ricordare, attingere alle informazioni. Soprattutto tale capacità è attiva ed estensibile.
Si tratta di una rivoluzione globale, una brusca svolta nella storia nella quale un ruolo fondamentale è ricoperto dal prosumer. Appena terminato il libro, vi dirò di chi si tratta.
martedì 1 gennaio 2013
Video interessanti
Il video di Change.org, sito specializzato nella raccolta di petizioni online
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