Basta sostanze chimiche pericolose nei vestiti. La campagna lanciata da Greenpeace contro Burberry per l’eliminazione dai suoi prodotti di sostanze come i flatati, PFCs e l’antimonio ha sortito i suoi effetti in sole due settimane. Il marchio britannico del lusso si è impegnato a non utilizzarle più nei propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi entro il 2020, pressato dalle richieste provenienti dai social media: oltre 10.000 tweet sono arrivati a @Burberry per chiedere di “fare la cosa giusta”, mentre su Facebook, la bacheca del brand è stata sommersa dalle richieste di impegno per un futuro senza sostanze chimiche pericolose. Contemporaneamente gli attivisti di Greenpeace si muovevano in sei nazioni, dalla Cina all’Olanda presidiando con presidi informativi i punti vendita di Burberry. L’operazione di Greenpeace si inserisce all’interno della campagna di sensibilizzazione “Piccoli mostri nell’armadio” basata su uno studio che rivela come nei vestiti per bambini di molti marchi famosi si annidino sostanza pericolose. Hanno già aderito all’iniziativa, promettendo di rendere detox i propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi Nike, Adidas, Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa e da oggi anche Burberry.Nasce un nuovo modo di “essere cittadini”, più consapevoli e partecipativi, in grado di influenzare i trend e le scelte dei “grandi” (politici, istituzioni, imprese e media tradizionali). I nuovi media a disposizione permettono loro di far sentire le proprie istanze, di unirsi tra categorie e comunità, determinare i cambiamenti nella società attraverso scelte di consumo responsabili e comportamenti etici.
giovedì 30 gennaio 2014
Burberry si piega alla rete
Basta sostanze chimiche pericolose nei vestiti. La campagna lanciata da Greenpeace contro Burberry per l’eliminazione dai suoi prodotti di sostanze come i flatati, PFCs e l’antimonio ha sortito i suoi effetti in sole due settimane. Il marchio britannico del lusso si è impegnato a non utilizzarle più nei propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi entro il 2020, pressato dalle richieste provenienti dai social media: oltre 10.000 tweet sono arrivati a @Burberry per chiedere di “fare la cosa giusta”, mentre su Facebook, la bacheca del brand è stata sommersa dalle richieste di impegno per un futuro senza sostanze chimiche pericolose. Contemporaneamente gli attivisti di Greenpeace si muovevano in sei nazioni, dalla Cina all’Olanda presidiando con presidi informativi i punti vendita di Burberry. L’operazione di Greenpeace si inserisce all’interno della campagna di sensibilizzazione “Piccoli mostri nell’armadio” basata su uno studio che rivela come nei vestiti per bambini di molti marchi famosi si annidino sostanza pericolose. Hanno già aderito all’iniziativa, promettendo di rendere detox i propri vestiti e a ripulire i propri processi produttivi Nike, Adidas, Puma, H&M, M&S, C&A, Li-Ning, Zara, Mango, Esprit, Levi’s, Uniqlo, Benetton, Victoria’s Secret, G-Star Raw, Valentino, Coop, Canepa e da oggi anche Burberry.mercoledì 29 gennaio 2014
Su cosa risparmiano gli italiani
1 – Riducono i pasti fuori casa
2 – Riducono le spese di abbigliamento
3 – Acquistano marchi alimentari più economici
2 – Riducono le spese di abbigliamento
3 – Acquistano marchi alimentari più economici
Sono queste le tre principali strategie di risparmio adottate dagli italiani in periodo di crisi secondo l’indagine Nielesen Global Survey of Saving and Investment Strategies di recente pubblicazione. Siamo più attenti a risparmiare rispetto alla media europea (Italia 36%, Ue 33%), anche perché sfiduciati sulla ripresa economica: solo un italiano su 10 è certo di raggiungere i propri obiettivi finanziari mentre per circa il 70% degli intervistati non sarà cosi facile e, pertanto, rinuncia a investire in una seconda casa, nel matrimonio oppure nella nascita di un figlio.
lunedì 27 gennaio 2014
Diversamente abili
Affronto l’annosa questione dei diritti dei disabili, tema sensibile e indicativo di come sono considerati i cittadini di un paese. Porto un’esperienza personale e per l’occasione assumo le vesti di prosumer, ossia cerco di far sì che una mia esigenza personale venga presa in considerazione nella speranza che possa contribuire al miglioramento del servizio offerto alla collettività.
Periodicamente accompagno mia madre presso una struttura sanitaria dove riceve le cure di cui necessita. Avendo difficoltà di deambulazione, il Comune le ha riconosciuto da anni il diritto a un pass disabili per parcheggiare nelle aree di sosta riservate. Fino a poco tempo fa, chi possedeva il pass disabili poteva lasciare l’automobile nel piazzale interno della struttura in questione e raggiungere facilmente gli ambulatori. Recentemente la portineria ha fatto sapere che sono cambiate le disposizioni interne: non è più possibile sostare in quel luogo, ma bisogna recarsi presso il nuovo parcheggio interrato, distante circa 300 metri. Insomma, un bel pezzo di strada in più.
martedì 21 gennaio 2014
Il rumore della rete convince Algida
Wired sostiene che si tratta del primo caso, o almeno uno dei più importanti, in cui la protesta dei consumatori avvenuta sui social media ha avuto la meglio sull’azienda produttrice. Lanciato alla fine degli anni ’90 e ritirato dalla produzione pochi anni dopo, questo gelato ha mantenuto una folta schiera di fan, raccolti in una pagina Facebook creata da due di loro a nome “Ridateci il Winner Taco” (oltre 10.000 like). L’adesione all’iniziativa ha avuto un tale successo da giungere alle orecchie dell’azienda che – dopo aver studiato un piano di fattibilità – ha annunciato il lancio della nuova produzione con buona pace degli appassionati e un’eco sui principali social network. Interessante l’intervista realizzata da Ninja Marketing a Tommaso Vitali, group manager brand building ice cream di Algida, in cui si chiarisce il rapporto azienda/consumatori sviluppatosi nel tempo e che ha influenzate le scelte di marketing. Una nuova era è iniziata?
lunedì 20 gennaio 2014
Il mercato del lunedì
Quanto costa un chilo di patate? E i carciofi? Economia da marciapiede, quella che si registra al mercato, dove i prezzi fluttuano in base alle stagioni, all’orario, alle bancarelle (c'è anche il gioielliere) e alla qualità dei prodotti.LUNEDI' 10 MARZO 2014
SCIOPERE ORTOMERCATO MILANO
Oggi frutta e verdura non vengono smistate all'ortomercato di Milano a causa di uno sciopero degli addetti al servizio per mancato raggiuggimento accordo tra sindacati e Sogimi.
Guardare bene la merce! Frutta e verdura presente sulle bancarelle sono quelle dei giorni scorsi.
LUNEDI 27 GENNAIO 2014
Prezzi base
Friarelle 1 euro al kg
Fagiolini 1,50 al kg
Cime di rapa 1,49 al kg
Avocado 1 euro l’uno
Dal gioielliere
Cavolo rapa del Lazio 0,60 euro l’uno
Carciofi di Albenga 1,90 euro l’uno
Piselli di Sicilia 6 euro al kg
Trombette di Sicilia 4 euro al kg
Gobbi del Piemonte 5 euro al kg
Cicorino della Campania 8 euro al kg
domenica 19 gennaio 2014
Come ti cambio la legge elettorale
Intervista esclusiva ad Aldo Bozzi e Claudio Tani, firmatari del ricorso che ha portato alla dichiarazione di incostituzionalità della Legge Calderoli, il famigerato "Porcellum" con cui si è votato fino ad oggi.
Si deve a loro, e ad altri 25 comuni cittadini che hanno sposato la causa, se il dibattito sulla legge elettorale è tornato al centro dell'agenda politica. In particolare ad Aldo Bozzi, avvocato di Milano, che per primo ha deciso di intraprendere la strada giudiziaria per vedersi riconosciuto il diritto di votare secondo Costituzione, che garantisce il voto "personale ed eguale, libero e segreto" (art. 48, comma 2) e a "suffragio universale e diretto" (art. 56, comma 1 e 58, comma 1).
Sul sito della Corte Costituzionale è disponibile il video integrale dell'udienza di discussione del caso svoltasi il 3 dicembre scorso: http://www.cortecostituzionale.it/ActionPagina_1126.do
Sono ora disponibili anche le motivazioni che hanno portato alla dichiarazione di incostituzionalità:
SENTENZA N. 1
ANNO 2014
REPUBBLICA ITALIANA
IN NOME DEL POPOLO ITALIANO
sabato 18 gennaio 2014
Occhio al volantino: può essere ingannevole spingere il cliente a entrare nel punto di vendita
C’è voluta la Corte di Giustizia europea per affermare un principio che chiunque considererebbe lapalissiano: non si può attrarre la clientela a recarsi in un punto vendita con false promesse.
La questione è più delicata di quanto sembri, perché l’utilizzo di comunicazioni che promettono sconti vantaggiosi e offerte speciali è molto diffusa, salvo poi non sempre corrispondere al vero. Spesso, infatti, il consumatore corre a cercare il prodotto in offerta e si sente dire che è andato a ruba, insomma non c’è più. Intanto però la strada l’ha fatta, il tempo l’ha perso e si trova dentro un luogo in cui – già che c’è – magari compra qualcosa. A parte il rischio di disaffezione e sfiducia che ingenera un’esperienza di questo tipo, chi utilizza il meccanismo delle offerte speciali per attrarre la clientela, deve ora fare i conti con le sanzioni previste dal Codice del consumo qualora si configuri l’ipotesi di una pratica commerciale ingannevole.
venerdì 17 gennaio 2014
La cura peggiore del male
Un utente, tale GhostlyRich, ha pubblicato su Youtube il video fatto in casa in cui mostra il proprio Samsung Galaxy S4 con evidenti segni di bruciatura, dovuti, a suo dire a un difetto del prodotto.
Il video ha raggiunto in breve tempo un’ampia diffusione (ad oggi circa 900.000 visualizzazioni). Samsung, allertata dal fenomeno, è intervenuta nel tentativo di salvare la propria immagine.
Il video ha raggiunto in breve tempo un’ampia diffusione (ad oggi circa 900.000 visualizzazioni). Samsung, allertata dal fenomeno, è intervenuta nel tentativo di salvare la propria immagine.
In un secondo video l’utente presenta la lettera dell’azienda che gli propone un modello similare in cambio dell’immediata rimozione del video da Youtube. I toni della lettera sono particolarmente decisi e ciò non piace al destinatario.
Il video in questione ha già raggiunto oltre il milione di visualizzazioni (esattamente 1.163.621 nel momento in cui scriviamo), in continua ascesa.
Se i commenti al primo video potevano concedere spazio alla fatalità e a un margine di difettosità legata ai grandi numeri, quelli al secondo video tendono severamente a non apprezzare l’approccio commerciale dell’azienda.
lunedì 23 dicembre 2013
100 modi per risparmiare
Qualche tempo fa il programma fedeltà Nectar ha lanciato un
concorso per premiare le migliori idee dei consumatori sul tema del consumo
intelligente. Traggo spunto da quella iniziativa per raccogliere le tra i
lettori di questo blog le soluzioni da condividere per riuscire a risparmiare
senza troppe rinunce.
Vorrei arrivare a 100 idee, iniziando da quelle proposte dai
vincitori del suddetto concorso.
Chi vuole può integrare la lista.
1) Utilizzare temporizzatori per far funzionare gli
elettrodomestici in orario notturno e ciabatte in modo da spegnerli senza
lasciarli in stand by.
2) Fare la spesa con la lista per non sforare e avvalersi
delle offerte per i prodotti di normale utilizzo.
3) Fare la spesa senza bambini perché inducono ad acquisti
superflui.
4) Riciclare gli avanzi di cucina rielaborando nuove
ricette.
domenica 22 dicembre 2013
Depontani
![]() |
| Foto: Adolfo Ziofoffo Matteucci |
Secondo Timeo - leggo in "I supplizi capitali" di Eva Cantarella - i sardi erano usi a inseguire gli ultrasessantenni, bastonandoli, fino a precipitarli dall’alto di una roccia.
Tutto ciò ridendo: il riso “sardonico” era evidentemente rituale.
Tutto ciò ridendo: il riso “sardonico” era evidentemente rituale.
Plinio riporta come i vecchi, presso gli Sciiti, stanchi della vita si lanciavano spontaneamente da una rupe e lo stesso avveniva presso i cantabri, antenati degli odierni baschi, secondo il racconto di Silio Italico, al compimento dei sessant’anni sentendo venir meno le forze. Anche a Roma, l’eliminazione degli anziani buttati nel Tevere pare fosse un antico uso (guarda caso i sessantenni erano chiamati depontani ed era in uso un detto: Sexagenari de ponte) del quale lo stesso Ovidio si rammaricava, e che Cicerone cita a contrario narrando l’episodio di un tale che ancora non aveva compito la fatidica età e che si era trovato a subire analogo trattamento, definendolo contra mores maiorum.
mercoledì 11 dicembre 2013
Social power
A ogni conferenza stampa cui partecipo il mantra è sempre lo
stesso: il consumatore deve essere messo al primo posto nelle priorità di
marketing aziendale. Che si tratti della presentazione di un nuovo prodotto, di
una soluzione social, di un sistema promozionale o di una qualsiasi altra
iniziativa commerciale, è sempre lui il protagonista.
Chiamatelo cliente,
utente, consumatore, cittadino, poco importa. Tutti lo cercano, lo vogliono “targhettizzare” (brutto anglicismo
per dire, inquadrare in un gruppo, segmentare), conoscere, avvicinare,
incoraggiare, fidelizzare, ammansire, portarlo dalla propria parte, convincerlo
con una splendida brand reputation. Non si tratta più solo di vendergli
qualcosa. Anzi, spesso le aziende sono disposte a donare pur di conquistarlo.
No, si teme il suo giudizio e si è consci che l’opinione del singolo, tanto
meglio, se leader perché inserito in una rete di contatti diffusa, è un
elemento determinante del successo.
venerdì 1 marzo 2013
Cicoria amica della linea
L'indivia favorisce la digestione e può aiutare a dimagrireVitamine, potassio, calcio e carotene: grazie ai suoi molteplici componenti, la cicoria belga è una verdura molto sana. In cucina può essere utilizzata per gustosissimi piatti.
Molti anni fa, un giardiniere belga trovò in una cantina una radice di cicoria dimenticata che, nel buio, aveva sviluppato nuovi germogli. Questi erano pallidi, ma avevano un gusto meno amaro rispetto alla pianta madre. Ora è diventata un'apprezzata insalata invernale.
Poco importa se mangiata sotto forma di croccante insalata oppure se cotta al vapore: l'indivia arricchisce la nostra cucina, soprattutto durante la stagione più fredda. Si tratta infatti di un ortaggio invernale, anche se è vero che i suoi germogli si possono piantare durante tutto l'anno. Infatti, continua a crescere anche quando pochi altri tipi di insalata si trovano già sugli scaffali dei supermercati.
Grazie ai suoi numerosi componenti, la cicoria belga è una verdura molto sana. Contiene le vitamine C, B1 e B2 nonché potassio e calcio. Anche il carotene è presente in grandi quantità. Contiene inoltre solo poche calorie. «È una verdura particolarmente indicata per diabetici e persone in sovrappeso», sostiene Maria Imfeld, consulente alimentare di Zurigo.
sabato 23 febbraio 2013
Ricerche e studi
Havas Worldwide: Prosumer Report 2013
Consumatori più consapevoli, partecipativi e responsabili
L’indagine “Prosumer Report 2013” realizzata da Havas Worldwide delinea una nuova tipologia di cittadino che influenza i consumi e acquisisce sempre più potere anche grazie ai social media. L’analisi, condotta su un panel di oltre 10.000 persone, in 31 paesi, tra cui per la prima volta l’Italia (500 intervistati) prende in esame due categorie di consumatori: i “Prosumer” e i “Mainstream”.
Consumatori più consapevoli, partecipativi e responsabili
L’indagine “Prosumer Report 2013” realizzata da Havas Worldwide delinea una nuova tipologia di cittadino che influenza i consumi e acquisisce sempre più potere anche grazie ai social media. L’analisi, condotta su un panel di oltre 10.000 persone, in 31 paesi, tra cui per la prima volta l’Italia (500 intervistati) prende in esame due categorie di consumatori: i “Prosumer” e i “Mainstream”.
I Prosumer sono la frangia dei consumatori più evoluta che influenza i trend e i consumi a livello mondiale. Rappresentano all’incirca il 15–20% del totale. In questo studio i Prosumer rappresentano il 21% del campione e presentano le seguenti caratteristiche chiave:
- Cercano costantemente informazioni e nuove esperienze
- Accolgono le innovazioni
- Adottano in maniera entusiasta le nuove tecnologie e i nuovi media
- Trasmettono attitudini e idee
- Esigenti con le marche
- Molto influenti e ricercati per le loro opinioni e raccomandazioni
I Mainstream: rappresentano la maggioranza dei consumatori di un paese e sono all’incirca il 75%- 80% del totale.
Il dato più eclatante della ricerca, a livello globale, è l’emergere di un cittadino con più potere nella società di oggi, grazie anche ai social media che permettono loro di far sentire le proprie istanze, di unirsi tra categorie e comunità, determinare i cambiamenti nella società attraverso scelte di consumo responsabili e comportamenti etici.
giovedì 14 febbraio 2013
La Terza Ondata
Nel 1980 La Terza Ondata di Alvin Toffler predisse il tramonto dell’era industriale e la nascita di una nuova civiltà. Sono riuscito a procurarmi una copia del libro pubblicato da Sperling & Kupfer nel 1987, oggi non più in catalogo, per capire cosa intendesse l’autore con il termine prosumer: vi ho trovato molto di più, una “visione” del futuro che corrisponde in gran parte al nostro presente. A quanto pare siamo ormai in piena terza ondata, dopo le due precedenti, rappresentate dalla fase agricola e dalla fase industriale che hanno caratterizzato la storia dell’umanità.
La terza ondata – secondo quanto ipotizzava Toffler 35 anni fa - si caratterizza per essere estremamente tecnologica e antindustriale, basata su:
- fonti di energia diversificate e rinnovabili;
- nuovi metodi produttivi;
- nuove forme sociali e familiari;
- superamento della fase di mercato che prevede la separazione tra consumatore e produttore innestata dalla fase industriale, ma non così accentuata nella fase agricola, dove ciascuno produceva in gran parte per sé e in minima parte per gli scambi.
L’industrialismo ha poggiato e poggia ancora su sei principi reciprocamente correlati, originati dalla separazione di chi realizza e di chi consuma le cose che oggi risultano quanto meno obsoleti:
- standardizzazione
- specializzazione
- sincronizzazione
- concentrazione
- massimizzazione
- centralizzazione
La terza ondata porta a un ribaltamento di questi concetti: aumenta la domanda di partecipazione al management, consente maggiore controllo da parte dei lavoratori, consumatori e cittadini, determina un forte decentramento del potere. Cambia anche la produzione, da standard a sempre più personalizzata: i prodotti sono realizzati in piccola serie, parzialmente o completamente in conformità alle specifiche richieste dei clienti. I manager dipendono sempre più dalle informazioni che provengono dal basso.
Il cambiamento epocale non riguarda solo il mercato, ma tutte gli ambiti all’interno dei quali si muove l’individuo (familiare, sociale, statale ecc) e in particolare lo spazio relativo alla conoscenza che Toffler chiama “Infosfera”. Ecco le differenze fondamentali tra i tre momenti:
1° ondata: nessuna informazione disponibile oltre a ciò che era percepibile nelle immediate vicinanze;
2° ondata: moltiplicazione dei canali dai quale trarre la rappresentazione della realtà; di fatto monopolio delle immagini prodotte in modo centralizzato;
3° ondata: i media sono demassificati e la diffusione della tecnologia da vita a comunità elettroniche. Crollano i grandi giornali, i canali televisivi generalisti, aumenta il numero e la diversificazione delle fonti, cresce l’interiezione, nascono nuovi media, cambia l’immagine che abbiamo del mondo.
Al posto di una massa che riceve gli stessi messaggi, vi sono gruppi demassificati in espansione che ricevono e si inviano reciprocamente una considerevole mole di immagini prodotte da loro stessi. Le opinioni su qualsiasi argomento stanno diventando meno uniformi. Dinanzi all’enormità di immagini che giungono, ciascuno costruisce le proprie categorie concettuali e a organizzare nei modi più congeniali il materiale. Ciò costringe a inventare e reinventare un nuovo modello mentale di realtà. L’intelligenza è maggiormente distribuita, e cresce la memoria sociale, ossia la capacità di immagazzinare, archiviare, ricordare, attingere alle informazioni. Soprattutto tale capacità è attiva ed estensibile.
Si tratta di una rivoluzione globale, una brusca svolta nella storia nella quale un ruolo fondamentale è ricoperto dal prosumer. Appena terminato il libro, vi dirò di chi si tratta.
martedì 1 gennaio 2013
Video interessanti
Il video di Change.org, sito specializzato nella raccolta di petizioni online
Iscriviti a:
Post (Atom)


